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In cammino verso il Giubileo della Misericordia I giovani si interrogano

24.09.2015 - 09:46
Giovani verso il Giubileo, tra dubbi e certezze Si nasceva cristiani e si cresceva nella fede, sembrano lontani questi tempi, eppure se ci guardiamo indietro di qualche anno, le generazioni avevano un senso e una fede religiosa che su più fronti sembra andare scemando. Con il Giubileo dedicato alla Misericordia di Dio, alle porte, uno degli obiettivi da raggiungere è riportare sulla strada della fede i tanti che sembrano essere persi. Il sentore di un allontanamento dalla Chiesa di sempre più giovani, aveva preoccupato già anni fa al punto che il Cardinale Camillo Ruini dopo l´Anno Santo del 2000, commissionò una ricerca sui giovani di Roma e la fede, al professor Mario Pollo, docente di pedagogia sociale alla Lumsa, Libera Università Maria Santissima Assunta. Il risultato furono quattrocento pagine di un libro "Il volto giovane della ricerca di Dio" che diede un’immagine poco felice delle nuove generazioni, sempre più lontani dalla fede cattolica. All’epoca il Cardinale Camillo Ruini esortò a un ritorno all’evangelizzazione: «Cristiani non si nasce più, lo si diventa, dobbiamo trarre le conseguenze. Dobbiamo riprendere a evangelizzare», dichiarò poco dopo al direttivo dei vescovi italiani. Quelle sue parole sembrano riecheggiare oggi, tra i volti di chi, soprattutto adolescenti, proprio non sentono il bisogno di avvicinarsi alla religione, alla Chiesa. Un problema questo, che abbraccia l’Italia e che non lascia indifferente la città di Lamezia Terme. Tra i giovani studenti delle scuole superiori, in pochi sanno cos’è il Giubileo, tra loro c’è chi afferma di trovare «noiosa la Chiesa, non per i giovani» eppure paradossalmente tra loro ci sono anche ragazzi appartenenti a gruppi di Chiesa. Ogni Giubileo è diverso del precedente, lo stesso vale per il Giubileo della Misericordia che sarà diverso dal Grande Giubileo dell’Anno 2000. Sarò tematico: intende richiamare la Chiesa alla sua missione di essere segno e testimonianza della misericordia in tutti gli aspetti della sua vita pastorale. È proprio in questo quadro che rientra chi come i tanti giovani sembrano camminare per vie e strade sbagliate. Una bella sfida, necessaria però da intraprendere, necessario fare rete tre le Diocesi, affinché il cammino giubilare diventi un momento di grazia per tutti i cristiani e un risveglio verso una nuova evangelizzazione e conversione pastorale così come il Papa ha indicato. La missione sembra difficile eppure c’è una parte di giovani che nel cammino giubilare si rispecchiano e lo seguono, come Maria Concetta, Maria Cristina, Filomena e Paola, giovani ragazze che hanno deciso di adoperarsi per il prossimo, di aiutare immigrati, famiglie disagiate, piccoli bambini stranieri impauriti in una nuova terra che vedono ostile. Sono volontarie in servizio civile, hanno quindi deciso di seguire il motto del nuovo Giubileo tratto da Lc 6,36, "Misericordiosi come il Padre", per vivere la Misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura (cfr Lc 6,37-38). Le giovani ragazze, hanno parlato di una Chiesa che va riscoperta e abbracciata nel cammino tracciato dal Giubileo. Hanno auspicato che il Giubileo attraversi le famiglie, una Giubileo che per loro è simbolo di indulgenza e perdono, un'opportunità per rinnovare e riscoprire il rapporto con Dio e il prossimo. Un impegno quindi verso la testimonianza cristiana, verso chi come le giovani lametine, sono pronte ad aprirsi verso il prossimo, sono pronte a conoscere a farsi testimonianza di fede, perdono e amore. da un intenso itinerario di preparazione. Anche il mese mariano, da diversi anni vissuto in maniera particolarmente intensa nella diocesi lametina, avrà una connotazione “giubilare”, con la celebrazione dei giubilei dei movimenti e delle associazioni ecclesiali durante la Novena di Pentecoste e il pellegrinaggio delle confraternite in Cattedrale dove dall’1 all’8 maggio sarà presente la statua della Madonna di Visora. Un Giubileo che si annuncia dunque prettamente “diocesano”, come chiede Papa Francesco, e che nella Diocesi lametina vuole risvegliare in particolare nei fedeli laici la consapevolezza della missione affidata loro di annunciare la “Buona Notizia” dell’amore gratuito e misericordioso di Dio nella società di oggi. Dai giovani agli operatori del mondo del lavoro, dal volontariato alla politica: tutti potranno varcare quella “porta della misericordia” aperta per ogni uomo che desidera saziare quella sete di verità e di amore che alberga nel proprio cuore. Un anno di grazia, dunque, da vivere riscoprendo la comunione di ogni fedele, di ogni comunità parrocchiale con la Cattedrale, Chiesa Madre della Diocesi, e risvegliando quella “spinta” che viene dal Concilio per cui ogni donna e ogni uomo, in ogni ambito della propria vita, dalla famiglia al lavoro, è chiamato ad essere testimone dell’amore di Dio, del suo perdono, della sua misericordia.
Redazione
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